venerdì 29 aprile 2011

Rimini , 4 aprile 2011.

Lettera aperta a tutti gli shiatsuka della Rete Italiana Shiatsu.

Durante il viaggio di ritorno da Rimini ci siamo scambiati le impressioni sui tre giorni di convegno e ci siamo trovati con un sentimento comune che crediamo sia condivisibile anche da altri partecipanti.
Pratichiamo shiatsu a casa nostra o a scuola, in un ospedale o in un paese terremotato, nelle fiere o nei convegni, sul materassino o sul lettino, gratuitamente o a pagamento ma comunque sempre con due mani e un cuore. Tecnicamente lo shiatsu è pressione perpendicolare, tutto il resto è stile personale e ognuno di noi ha il suo. Spiritualmente lo shiatsu è un incontro da cuore a cuore tra un praticante e un ricevente che ha la potenzialità di trasformare entrambi. Di questo siamo tutti quanti consapevoli e non solo con la mente ma col cuore appunto. Questo è ciò che ci accomuna nei nostri incontri di scambio infatti, anche quando non ci conosciamo, cogliamo la stessa intenzione nel nostro compagno/a.
Questa è l’energia dello shiatsu italiano, del “nostro” shiatsu. È questa energia che si è condensata e ha preso coscienza di sé stessa in questo 1° Convegno Unitario Shiatsu e che ci accompagnerà nella nostra pratica e nel nostro lavoro, nello studio come nell’insegnamento, nella presentazione privata e nella divulgazione pubblica fino al riconoscimento da parte delle istituzioni.
Oggi in Italia lo shiatsu c’è ed è vivo pur nella molteplicità delle sue sigle, basta quindi solo più un passo per unire formalmente ciò che già è unito nella sostanza! Unirsi non significa legarsi ma essere parte di qualcosa.
Noi crediamo che la base dello shiatsu sia unitaria, che voglia unire le sue energie e metterle a disposizione per la realizzazione di un paradigma shiatsu positivo e rispondente ai veri bisogni dell’uomo del duemila.

Marco Viretti e Stefania Cecire

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